domenica 23 febbraio 2020

IL SE' E L'AMBIENTE: LA CONCEZIONE DI SE'
Ognuno di noi, ad un certo punto del suo sviluppo individuale, incontra una tappa fondamentale: la concezione di sé: tale processo avviene attraverso l'osservazione del nostro stesso comportamente e l'autorifelssione, con il fondamentale contributo dell'ambiente circostante e l'nterazione con esso.
la toeria che studia questo ultimo passaggio è detta interazionismo simbolico. Questo termine fu elaborato per la prima vlta da Herbert Blumer, alla fine degli anni '50, e sostiene che l'uomo è soggetto attivo e capace di promuovere la propria condotta e di scegliere tra le varie forme d comportamento.



FREUD E L'ANNULLAMENTO DEL SINCOLO NELLE FOLLA
Nel 1921, Sigumud Freud, scrisse un libro sul tema, di nome Psicologia delle masse e analisi dll'io
che tratta le ragioni che inducono gli individui a comportarsi in modo di div quando si trovano nella folla.
Egli sostiene che per capire il comportmanto di una folla sia necessario comprendere il comportamento del singolo, e dunque i meccanismi inconsci che stanno alla base de comportamento individuale all'interno di una folla più ampia. In questo contesto, ls personalità del singolo si annulla, lasciando spazio alla personalità della massa, che diventa omogenea per i comportamenti.
L'umo  si snete potente, poichè la massa garantisce l'anonimato e l'annullamento del senso di respinsabilità: l'individuo singolo non esiste più, poichè diventa massa anonima.
Nella massa, gli individui si identificano con gli altri individui, rinunciando allapropria autonomia e proiettano le qualit idelai sul capo, che rappresenta tali caratteristiche.
Il comportamento umano nella folla ha dunque la sua origine in elemti inconsci e libidici, ovvero che sfuggono alla consapevolezza.
LA PSICOLOGIA DELLE FOLLE DI LE BON
Eventi come lo sviluppo della società industriale, i conflitti di classe e le proteste popolari, fecero saltare all'occhio alcune stranezze, da parte degli psicologi del tempo: le persone tendevano a comportarsi in modo differente all'interno del gruppo, rispetto a quando si trovavano soli.
Ricordiamo, ad esempio Le Bon, che si occupò appunto di risolvere gli interrogativi legati a questo fenomeno, nel suo saggio del 1895 La psicologia delle folle . Per Le Bon, quando un individuo è circondato dalla folla, mette in atto dei comportamenti meno razionali rispetto a quando è solo: nella folla emerge lo spirito istinitvo dell'individuo, l'anima della razza umana. In questo contesto, acquisisce una forza invinciblile che gli permette di cedere a quegli impulsi che, da solo, avrebbe tenuto sotto controllo: l'emotività viene esaltata al massimo. E' una sorta di contagio mentale, che si basa sulla suggestione.
E' necessario quindi un capo che possa condurre la folla per ordinaew queste tendenze istintive.
PSICOLOGIA
LA PSICOLOGIA SOCIALE
La psicologia sociale è un ambito di ricerche psicologiache, che si occupa di studiare il comportamento degli individui in relazione al gruppo sociale al quale appartengono.
Questo campo di studia nacque agli inizi del '900 negli Stati Uniti, tramite la pubblicazione di diversi volumi, trattanti osservazioni e studi sociali, quando ancora un nome per questa materia non esisteva. I più importanti sono i manuali di William Mc Dougall ed Edward Ross: inizialmente avevano una matrice puramente filosofica, ma con il passare del tempo riuscirono a diventare dei veri e propri supporti per la teoria del comportamento.
Dalla diffusione di questi volumi, andarono presto a costituirsi dei veri e proprio gruppi di studio e di ricerca. Un memorabile membro di essi fu sicuramente Kurt Levin, il quale incremento le teorie sociali, con le teorie del campo, inteso come sistema dinamico di una persona e del ambiente circostante a sua volta.
Dopo questa nascita americana, la psicologia sociale iniziò a diffondersi, arrivando in Europa negli anni sessanta.

sabato 22 febbraio 2020

LA DISUGUAGLIANZA
Quando si esce dal contesto burocratico e professionale, questa divisione differenziata dei poteri può generare disuguaglianze enormi.
Nel contesto sociale generico, è tipico che si distribuiscano le risorse sociali, cioè tutti i modi in cui la società produce ricchezza, in modo disuguale. Si parla di disuguaglianza sociale quando non tutti gli individui possono accedere in modo in modo uguale a queste risorse.
Le cause di questa problematica possono essere le situazioni economiche, la considerazione sociale che ha un individuo in base a chi è o a quale sia il suo ruolo sociale, motivi di cultura e d'istruzione.
Infatti, più una persona risente dei fattori sovraindicati, più sarà difficile l'emancipazione e il guadagno di importanza.

IL LATO POSITIVO DELLA DIFFERENZA DI POTERE
Le strutture di potere di questo tipo hanno spesso una funzionalità efficace e positiva, sia per chi occupa la posizione di capo, sia per chi di lavoratore. Si crea infatti un equilibrio per il quale il danno che ciascuno subisce stando in una posizione minoritaria, viene compensato dal grande vantaggio che ne ricava.
L'equilibrio di cui si è parlato prima, risulta essere necessario poiché le strutture gerarchiche sono un fatto sociale, incancellabili dalla società: è per quanto necessario limitare i danni, organizzandosi in forme di potere di questo genere, in cui c'è si una gerarchia, ma non una prevaricazione.
SOCIOLOGIA
IL POTERE COME POTER FARE
il potere è la capacità di un attore sociale di controllare (talvolta attraverso l'uso della forza) il comportamento degli altri attori, anche senza il loro consenso, condizionando le loro decisioni, e portando all'ingiustizia sociale.
La frase citata sopra appartiene a Max Weber, che afferma come il potere, nella società sia soltanto un mezzo per favorire l'ingiustizia.. Egli dovette però scontrarsi con l'ideale più realistico di Talcott Parsons, che affermò come il potere si costituisca anche di un'altra componente: il poter agire.
Infatti, il potere ha una funzione sana nella misura in cui è strumento per mobilitare delle risorse in vista di un obbiettivo di pacificità. Il potere non è più su qualcosa, ma diventa di fare qualcosa.
Questo tipo di potere va a costituire tutti gli organi burocratici e si mobilita attraverso la figura del capo, che coordina l'azienda: senza egli, l'azienda diventerebbe disordinata ed inconcludente.