giovedì 14 maggio 2020

La personalità autoritaria di T. Adorno - La Mente è MeravigliosaLA PERSONALITA' DELLE AUTORITA' SECONDO ADORNO
Nel 1949 il filosofo Adrono pubblica insieme ad altri psicologi, un'opera im cui vi sono i risultati di un suo studio.
I ricercatori rivolsero i loro studi su 2099 soggetti Americani di classe media appartenenti ad organizzazioni quali università, sindacati o associazioni di combattenti, ma anche alcuni carcerati o ricoverati psichiatrici.
I soggetti furono sottoposti a questionari contenenti sia domande riguardo alla loro collocazione sociale e la loro storia, sia soprattutto quesiti che fornissero informazioni sulla loro mentalità, sulle loro fantasie e sulla loro visione del mondo.Su queste ricerche furono costruite quattro scale di valutazione dei singoli soggetti: la scala dell’antisemitismo, dell’etnocentrismo, del conservatorismo politico-economico e delle tendenze fassciste. Di qui la distinzione tra i soggetti ad alto punteggio più inclini all’autoritarismo e più anti-democratici e quelli a basso punteggio.
Infine, tutto lo studio è stato affrontato tenendo conto sia della necessaria divisione tra indagine “quantitativa” (elaborazione statistica) e “qualitativa” (esplorazione psicologica dei singoli individui), sia della necessità di formulare quesiti attendibili, di escludere elementi di pregiudizio dall’intervistatore o altre influenze al fine di una corretta valutazione.La sua ricerca trova la propria base nell’incontro delle prospettive interpretative della Scuola di Francoforte e si prefigge quindi di determinare le caratteristiche della personalità autoritaria, intesa come una struttura subconscia della personalità che ha la sua origine nell’esperienza personale del soggetto, nei suoi primi rapporti con l’ambiente familiare.
Questo rapporto troverebbe la sua radice nel meccanismo di proiezione in virtù del quale l’individuo attribuisce ai membri dei gruppi esterni elementi che trova presenti in sé, ma di cui vuol negare o ignorare l’esistenza.
In questa prospettiva, il fascismo, fortemente analizzato dallo studioso, è inquadrato non solo come fenomeno storico, ma come forma di un rapporto sociale la trasfigurazione di una societa problematica, sia per quanto rigurda la sua gerarchia, sia per quanto rigurada le relazioni interpersonali del singolo.
Lo studio ha portato ad individuare due modelli di personalità: da una parte il modello autoritario in tutte le sue sfaccettature, dall’altra il modello democratico.
Nel modello autoritario è stato individuato un rapporto gerarchico, di sfruttamento tra genitore e figlio, che  tenderà a tradursi in un atteggiamento orientato verso il potere e lo sfruttamento. Invece, il modello democratico è caratterizzato da relazioni interpersonali affettuose, fondamentalmente egualitarie e permissive, che portano ad un atteggiamento di maggiore flessibilità e ad una potenzialità di soddisfazioni più genuine: sostanzialmente, più incline alla sottomissione.



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